TEATRO ADULTI

BIANCA COME I FINOCCHI IN INSALATA

spettacolo realizzato con il contributo e il sostegno di Fondazione CARITRO e Provincia Autonoma di Trento

con Andrea Ramosi

testo e regia Silvia Marchetti

direzione tecnica Andrea Gagliotta

registrazioni Sincrodub Bologna

organizzazione Katia Bruno

anno di produzione 2017

Vincitore Torino Fringe Festival 2018

Selezionato dal Teatro Stabile di Torino stagione 2018/19

Selezione InBox 2018

Finalista Festival Stazioni d'Emergenza

Teatro Galleria Toledo Napoli - 2018

Selezionato Roma Fringe Festival 2019

Selezionato IN SCENA New York 2019

Bianca, sola, non più giovane, mai bella, oggi si sente amata da Antonino, Preside della scuola elementare in cui insegna, finalmente di ruolo. Tuttavia qualcosa sembra non andare: l'inquietudine va crescendo, alimentata dall'interminabile attesa dell'amante irreperibile, dal distacco indifferente della coinquilina, dalla mancanza di rispetto della sua stessa classe. Il disagio diviene malessere fisico, fino al crollo nervoso che la farà soccombere, distruggendo l'immagine perfettamente artefatta della sua vita. Ammiccando a grandi autori del teatro contemporaneo (da Cocteau a Ruccello, Athayde, Bennett) il testo affronta il tema della negazione di sé e della ricerca esasperata di conferme e amore.


UN SOLO GRAMMO DI CIELO

spettacolo realizzato con il contributo e il sostegno di Fondazione CARITRO e Provincia Autonoma di Trento

testo e regia Silvia Marchetti

con Chiara Visca, Giulio Federico Janni e Michele Pirani

illustrazione e grafica Kamilla Lucarelli

costumi Simona Randazzo

scenografie Plasma Torino

ambientazione sonora Marco Schiavoni

direzione tecnica e lighting design Andrea Gagliotta

anno di produzione 2021

Un solo grammo di Cielo è una commedia profonda, spietatamente ironica, amaramente spassosa, tagliente e divertentissima sulla scelta. I tre protagonisti si trovano, più o meno consapevolmente, di fronte a un bivio esistenziale cruciale, che riguarda direttamente la loro vita e quella di coloro che sono loro accanto. Un'assurda ed esilarante concatenazione di eventi e diverbi, di volta in volta più o meno fortuiti, insperati, imprevisti o minuziosamente predisposti, mette bruscamente i tre di fronte a se stessi e li costringe a fare i conti con le loro scelte passate e future, con princìpi e convinzioni, con la loro stessa indole e identità e la capacità di accoglierla, o, al contrario, la volontà irrefrenabile di negarla e distruggerla. In questo momento storico - in cui l'ideologismo (primo fra tutti quello "da tastiera"), di cui siamo vittime e primi promotori, guida imprescindibilmente decisioni, giudizi, opinioni e convincimenti - la capacità critica, la sospensione del giudizio, lo sforzo di approfondire e l'opportunità di cambiare idea sembrano a noi del tutto estranei, al punto di trasformarci in esseri irriconoscibili, capaci delle più atroci aberrazioni. Un solo grammo di Cielo ci mette di fronte a tre personaggi così meravigliosamente esasperati da renderceli incredibilmente affini. Possiamo immedesimarci in ciascuna delle loro fragilità, e schierarci con le motivazioni che porteranno ciascuno di essi alle estreme ri-soluzioni finali. Come scriveva Calvino, "Rispetto alla lacerazione, l'ironia è l'annuncio di una armonia possibile; e rispetto all'armonia è la coscienza della lacerazione reale. L'ironia avverte sempre del rovescio della medaglia."


TRE SONO LE COSE DIFFICILI (D'IO O QUEL CHE RESTA)

spettacolo realizzato con il contributo e il sostegno di Fondazione CARITRO e Provincia Autonoma di Trento

con Davide Pedrini

regia e drammaturgia Silvia Marchetti

ambientazione sonora Marchio Schiavoni

direzione tecnica Plasma - Torino

organizzazione Katia Bruno

anno di produzione 2025

Una cattedra. Una sedia. Un insegnante. E una lezione, durissima, da apprendere. Josef Canetti è insegnante di mezz'età, serio, preciso, rigoroso al limite della rigidità, che ha dedicato la propria esistenza al tentativo (vano?) di far conoscere ai suoi allievi la vita attraverso la letteratura, col risultato di rendere entrambe del tutto incomprensibili e inaccessibili e di esasperare quel divario culturale, generazionale, comunicativo ed emotivo tra lui e la classe che gli sta di fronte.

"Tre sono le cose difficili" racconta di un dialogo mancato, di un incontro im-possibile (?) tra due mondi separati da una cattedra; e si chiede se davvero, prima dell'irreparabile, non ci sia possibilità di scavalcare quel tavolo per provare a scoprirsi, ri-conoscersi, parlare, nonostante linguaggi tanto diversi. Ma cosa succede se "l'irreparabile" c'è già stato?

Attraverso una ricerca poetica e drammaturgica originale, Compagnia del Calzino continua a fare e farsi domande scomode sull'uomo nella sua (spesso risibile) umanità, fatta di carne e anima, di aspirazioni e cadute, di dolcissima brutalità, di fallimenti e voli pindarici. Senza mai avere la pretesa di trovare risposte e senza accontentarsi di nessuna di esse. 


NYET, TERAPIA DI CAPODANNO

spettacolo realizzato con il contributo di Fondazione CARITRO ella Provincia Autonoma di Trento

di Silvia Marchetti

con Davide Pedrini, Annalisa Morsella, Chiara Benedetti, Simone Castano e Michele Pirani

assistente alla regia Alessandro De Giovanni

ambientazione sonora Marchio Schiavoni

organizzazione Katia Bruno

produzione esecutiva Aria Teatro

anno di produzione 2023

« Una metropoli. Un uomo è in piedi, sulla cima di un palazzo, gli occhi gettati sul baratro di fronte a lui. »

Inizia così la "Terapia di capodanno". Del resto, si sa, queste "feste" non vanno mai come previsto. Soprattutto se partono su un cornicione e se a partecipare sono cinque personaggi, ognuno con le proprie estreme, personali e quindi "normalissime" ragioni per lasciarsi cadere.

Eppure, grazie all'ostinata determinazione dell'allegro Martino a voler festeggiare, lo strano veglione prende avvio. Lui, il suo compagno Andrea, la disadattata vicina di casa Diana, la distinta Signora Santarelli (inquilina del dodicesimo piano) e l'aspirante suicida nonché ex cronista sportivo Fabio Canessa ("come il più famoso Caressa, ma con la n") brindano insieme al nuovo anno che incombe. L'improvvisa scomparsa della piccola Gloria, figlioletta di Diana, getta tuttavia il gruppo nell'apprensione e rende ben presto definitivamente concreta la sensazione di smarrimento esistenziale che attanaglia e avvelena i tre protagonisti più giovani.

Il testo è una riflessione inizialmente cinica e spassosa, ben presto tragica e accorata, sulla condizione delle giovani generazioni di trentenni.

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